La Fondazione Osservatorio Ambiente Basilicata, in relazione alle priorità strategiche di sviluppo e tutela ambientalepromuove e realizza progetti e attività di studio, ricerca, sviluppo, diffusione e comunicazione degli aspetti e delle criticità ambientali al fine di contribuire alla sostenibilità ambientale della regione BasilicataPromuove, coordina e realizza programmi di ricerca scientifica, sviluppando metodologie innovative per l’analisi delle attività antropiche sulle matrici ambientali (aria, acqua, suolo e sottosuolo), sullo stato di benessere delle popolazioni e degli ecosistemi e sul sistema socio-economico, nonché sulle interazioni tra essi.

 

progetti

01) Risk Communication and Social Mediation

STRATEGIE PER UNA MIGLIORE INFORMAZIONE AMBIENTALE  

La proposta progettuale nasce dall’esigenza di razionalizzare ed aumentare in maniera capillare le informazioni sullo stato dell’ambiente, naturale ed antropico, per una migliore comprensione da parte della cittadinanza di determinati aspetti connessi con una maggiore consapevolezza delle risorse ambientali disponibili.

La digitalizzazione dei servizi rappresenta il futuro virtuoso sia per la gestione dei flussi informativi da parte degli Enti. sia per i cittadini che vivono in un determinato contesto. Concretamente, ogni cittadino in possesso di uno smartphone che viva in una determinata zona geografica, può installare l’applicazione sul proprio dispositivo mobile, gratuitamente. ln base alle aree [emàtiche di interesse selezionabili dall’utente finale, l’ente che si autentica sulla piattaforma puo’ inviare, a propria discrezione, tutte Ie news che crede opportuno. Queste vengono inviate a tutti i cittadini in possesso dell’app attraverso una notifica push sul dispositivo mobile. ll cittadino viene così informato in tempo reale sulle attività e Ie comunicazioni da parte dell’Ente. ll sistema 1.0 sarà flessibile e implementabile di altre funzioni e potrà trovare ulteriori applicazioni da sviluppare con successive realease.

  • I lavori sono iniziati nel gennaio 2017 e termineranno nel gennaio 2020. Il Progetto raggruppa in sé tre ambiziosi sub-progetti rispettivamente denominati:
2| Digitalizzazione dei servizi ambientali e sociali
  • La specifica mission di questo primo sottoprogetto è quella di realizzare un servizio su misura ispirato ad ogni reale esigenza dei cittadini a fini ambientali, ma anche economici e sociali. Attraverso la digitalizzazione dei servizi si può ottenere una serie di vantaggi per i flussi informativi che viaggiano da parte degli Enti verso i cittadini, ma anche per questi ultimi che possono essere costantemente aggiornati.Ogni cittadino in possesso di uno smartphone potrà istallare gratuitamente l’APP sul proprio dispositivo e potrà selezionare le informazioni, anche solo relative alla sua area geografica di interesse, alle quali vorrà accedere.
  • La durata del Progetto è di 36 mesi ed i primi due anni di attività hanno visto una fase intensa di progettazione e realizzazione dei primi moduli dell’applicazione idonei all’attivazione della messaggistica e delle segnalazioni ambientali da parte degli utenti. Nel 2019 la sezione relativa alla FARBAS sarà definitivamente ultimata e resa operativa.

2| COMUNINMARE – COMUNicare ed INformare lo stato del MARE | 3

  • Sotto l’egida del Ministero della Salute, Dipartimento Ambiente e Dipartimento delle Politiche della Persona della Regione Basilicata ed ARPAB, ha prodotto una modellazione per la qualità delle acque di balneazione.
  • L’idea progettuale, del secondo sub progetto, scaturisce dall’esigenza di portare a conoscenza la comunità regionale circa lo stato di qualità della balneazione delle acque costiere, con particolare riferimento agli ambiti prossimi agli sbocchi.
  • Le attività di ricerca espletate, concernenti lo studio condotto sulla qualità delle acque di balneazione delle coste lucane, hanno avuto inizio nel mese di Giugno 2017 e si protrarranno fino al Settembre 2019.

3| Lucania Natura Madre

  • Questo terzo ed ultimo sottoprogetto ha come obiettivo generale la comunicazione delle valenze ambientali e territoriali.
  • La presente iniziativa ha subito una fase di riprogettazione da parte del Comitato Scientifico e del Responsabile del Forum Territoriale della Fondazione, che ha sensibilmente variato la modalità di esecuzione, passando da un documento statico, rappresentato dall’originale dépliant, ad una forma attiva che ha previsto, attraverso la partecipazione attiva degli Istituti Comprensivi secondari di I grado, la produzione di documenti in varia forma, relativi alle valenze ambientali e naturali della Regione Basilicata.
  • Il Progetto, svolto in collaborazione con L’Ufficio Scolastico Regionale, ha previsto l’ideazione, lo sviluppo e la redazione di azioni (cortometraggio, racconto, reportage, fotoracconto, rassegna teatrale, etc.) che hanno “raccontato” le risorse ambientali della Regione attraverso l’approfondimento di temi specifici e la rappresentazione delle principali potenzialità e/o criticità territoriali, favorendo una conoscenza più accurata ed una percezione più consapevole delle problematiche e dei piccoli grandi temi ambientali di impatto comunicativo e mediatico.
  • L’evento conclusivo del primo anno si è tenuto a Grumento Nova (PZ) in data 4 Giugno 2018 e ha visto la partecipazione di oltre 800 studenti e relativi accompagnatori.
02) Digitalizzazione dei servizi ambientali e sociali

La specifica mission di questo progetto è quella di realizzare un servizio su misura ispirato ad ogni reale esigenza dei cittadini a fini ambientali, ma anche economici e sociali. Attraverso la digitalizzazione dei servizi si può ottenere una serie di vantaggi per i flussi informativi che viaggiano da parte degli Enti verso i cittadini, ma anche per questi ultimi che possono essere costantemente aggiornati.Ogni cittadino in possesso di uno smartphone potrà istallare gratuitamente l’APP sul proprio dispositivo e potrà selezionare le informazioni, anche solo relative alla sua area geografica di interesse, alle quali vorrà accedere.

La durata del Progetto è di 36 mesi ed i primi due anni di attività hanno visto una fase intensa di progettazione e realizzazione dei primi moduli dell’applicazione idonei all’attivazione della messaggistica e delle segnalazioni ambientali da parte degli utenti. 

03) Comuninmare

 

L’idea progettuale di Comuninmare, scaturisce dall’esigenza di portare a conoscenza i territori costieri e più in generale la comunità regionale, dello stato di qualità della balneazione delle acque costiere lucane con particolare riferimento agli ambiti prossimi agli sbocchi naturali e artificiali che caratterizzano particolarmente il sistema costiero jonico.

La volontà di avere una accurata conoscenza, consapevolezza ed informazione sia in merito alle procedure di classificazione dello stato di qualità della balneazione, ormai consolidate dall’applicazione sistematica e metodica della direttiva balneazione 2006/7/CEE così come recepita dal DLgs 116/08 ed attuata dal DM 31/03/2010, sia alla possibilità di sviluppare ed applicare metodologie avanzate di modellazione delle dinamiche litoranee, in relazione al trasporto e diffusione di inquinati, sensibili per le attività ludiche e di balneazione, rappresenta una richiesta sempre più diffusa ed incalzante al fine di poter avere un riscontro tangibile e quanto mai oggettivo sulla esistenza o meno di scenari di criticità che possano condizionare il livello e grado di fruibilità delle spiagge.

L’attività di studio e ricerca si colloca su due piani differenti che convergono verso un comune obiettivo di trasparenza ed efficacia dell’informazione.

cim

SCHEDE PROGETTO E RELAZIONI

COMUNicare ed INformare lo stato del MARE

Studio ed informazione dello stato della qualità della balneazione delle coste lucane

L’idea progettuale scaturisce dall’esigenza di portare a conoscenza i territori costieri, e più in generale la comunità regionale, dello stato di qualità della balneazione delle acque costiere lucane con particolare riferimento agli ambiti prossimi agli sbocchi naturali e artificiali che caratterizzano particolarmente il sistema costiero jonico.

La volontà di avere una accurata conoscenza, consapevolezza ed informazione sia in merito alle procedure di classificazione dello stato di qualità della balneazione, ormai consolidate dall’applicazione sistematica e metodica della direttiva balneazione 2006/7/CEE così come recepita dal DLgs 116/08 ed attuata dal DM 31/03/2010, sia alla possibilità di sviluppare ed applicare metodologie avanzate di modellazione delle dinamiche litoranee, in relazione al trasporto e diffusione di inquinati, sensibili per le attività ludiche e di balneazione, rappresenta una richiesta sempre più diffusa ed incalzante al fine di poter avere un riscontro tangibile e quanto mai oggettivo sulla esistenza o meno di scenari di criticità che possano condizionare il livello e grado di fruibilità delle spiagge.

L’attività di studio e ricerca si colloca su due piani differenti che convergono verso un comune obiettivo di trasparenza ed efficacia dell’informazione. Un primo piano è distinto dalla individuazione ed applicazione di modelli avanzati di simulazione della dinamica di macro inquinanti in prossimità degli sbocchi costieri naturali ed artificiali, di per sé già per definizione non idonei alle attività di balneazione, ai fini della stima degli ambiti di costa/spiaggia da interdire alla balneazione ai sensi del quadro normativo esistente e della qualità media delle acque defluenti.

Un secondo piano che si concentri sulle modalità di informazione e comunicazione, diffusa e a vari livelli di dettaglio ed approfondimento sulla base dei dati misurati e simulati, e che vada nella direzione di soddisfare il naturale desiderio di conoscenza in merito a tali aspetti da parte delle popolazioni, stanziali e vacanziere, e degli operatori dei vari settori connessi con la valorizzazione delle risorse culturali, naturali ed ecosistemiche degli ambiti costieri, nonché delle attività turistico-ricreative sviluppate nell’area. Il prodotto finale, oltre a pacchetti di incontri/confronti face to face con le comunità locali e gli operatori economici, si materializzerà nel popolamento in continuo di un’area del portale della Fondazione Osservatorio Ambientale dedicata alle aree costiere ed alle problematiche naturali ed antropiche che caratterizzano gli ambiti jonici e tirrenici della regione.

relazioni

Relazione Finale II anno

INTRODUZIONE

La presente relazione ha lo scopo di descrivere in sintesi le attività svolte per la realizzazione del progetto COMUNINMARE.

Nel documento sono state descritte le fasi di lavoro, le attività svolte e i risultati ottenuti dalle analisi effettuate.

L’idea progettuale di Comuninmare, promossa dalla Fondazione Osservatorio Ambientale Regionale della Basilicata – FARBAS, ha come obiettivo quello di portare a conoscenza i territori costieri, e in generale la comunità regionale della Basilicata, circa lo stato di qualità delle acque costiere lucane, con particolare attenzione agli ambiti prossimi agli sbocchi naturali ed artificiali.

Il razionale di base, essenzialmente, è rappresentato dall’integrazione di ulteriori punti di misura, nell’insieme dei punti di monitoraggio che costituiscono la rete di controllo in essere già individuata da Regione e A.R.P.A. Basilicata e riportata sul portale delle acque del Ministero della Salute (www.portaleacque.salute.gov.it) a far data dall’anno 2011, ai fini della caratterizzazione della qualità delle acque di balneazione in corrispondenza degli sbocchi a mare sia naturali sia artificiali.

In aggiunta in questo secondo anno di attività, in collaborazione con l’associzione FareAmbiente, è stato valutato lo stato di qualità anche delle acque nelle foci dei cinque fiumi lucani che sboccano sulla costa Ionica così da avere un quadro generale e più preciso dello stato delle acque.

Le attività sono state svolte rispettando i tempi e modi definiti in fase progettuale ed inoltre ci si è avvalsi della collaborazione dell’ARPAB sia nelle le fasi di campionamento che per le successive attività sperimentali.

DESCRIZIONE DEL TERRITORIO

Il progetto ha interessato le acque delle due coste lucane, la costa Ionica e la costa Tirrenica, in particolare l’attenzione è stata posta sugli gli sbocchi a mare dei fiumi e degli sbocchi artificiali.

La costa Ionica si estende per 40 Km da Metaponto a Nova Siri ed è una fascia ricca di risorse storiche e naturali dove sfociano i fiumi Bradano, Basento, Sinni, Cavone ed Agri, mentre, la costa tirrenica è compresa in un tratto di circa 30 Km dalla località Acquafredda, a nord confinante con la Campania, fino alla località Castrocucco, a sud confinante con la Calabria.

In tale contesto costiero, comunque corredato di realtà ed evidenze ambientali, storico-culturali e socio-economiche di particolare rilievo legate, tra l’altro, all’eccellenza dei macro e microhabitat, alla continuità degli ecosistemi costieri, al tessuto agricolo ed all’industria del turismo, l’attività di studio proposta assume un valore importante dando consapevolezza della qualità delle acque costiere ai fini della balneazione ma, nel contempo, anche una misura, ancorché indiretta, delle pressioni indotte dall’entroterra anche in termini di effetto del sistema della depurazione degli insediamenti urbani e produttivi più prossimi alla costa.

Il secondo anno di attività ha interessato il monitoraggio anche delle foci di Bradano, Basento, Cavone, Agri e Sinni.

Il fiume Bradano è il primo dei fiumi ionici a partire da nord, sfocia nel Golfo di Taranto e, con i suoi 120 km,è il terzo fiume della regione per lunghezza, dopo il Basento e l’Agri.

L’area del SIC Foce Bradano si presenta attraversata da canali principali e secondari che provvedono allo smaltimento delle acque che altrimenti stagnerebbero come accadeva prima della bonifica. Il territorio, inoltre, è attraversato per quasi tutta la sua lunghezza da una strada di servizio in terra battuta dalla quale, perpendicolarmente, si distribuiscono una serie di sentieri secondari, diretti verso il mare.

Il Sic-foce del Basento comprende l’area di foce del fiume Basento ed il tratto di costa sabbiosa che si estende a nord e in gran parte a sud del fiume. Il fiume Basento nasce dal Monte Arioso in località Fossa Cupa (Pz) nell’Appennino Lucano settentrionale, scorre in direzione NO-SE sfociando infine nel Golfo di Taranto. Attualmente la foce del Basento mostra una certa tendenza ad arretrare contribuendo all’erosione della costa, all’infiltrazione di acqua marina nella falda subalvea, alla modificazione e/o perdita degli habitat umidi retrodunali e alla diminuzione della biodiversità.

La foce del Sinni è localizzata nel settore meridionale della Regione Basilicata, vicino al confine con la Calabria ha un’estensione pari a 1092,47 ettari sviluppata in un contesto planiziale, avente quote variabili tra 0 e 17 m s.l.m. (media: 4 m s.l.m.).

Il fiume Agri nasce dalle sorgenti del Piano del Lago tra Monte Maruggio e Monte Lama e sfocia nel Mar Jonio nel territorio del comune di Policoro, presentando nel tratto prossimo alla foce un andamento meandriforme.

Il sito Foce Agri è estremamente interessante per la presenza di estese aree umide retrodunali sottoforma di lagune, acquitrini e laghetti costieri stabili e temporanei. Esse rappresentano un habitat ideale per la sosta, lo svernamento e la nidificazione dell’avifauna acquatica, sia stanziale sia migratoria, che in effetti è presente in particolare nelle estese lagune e nel sistema di canali e stagni artificiali, residui delle attività svolte in loco negli ultimi decenni. In particolare un sistema di laghetti retrodunali, situati in corrispondenza di un vecchio meandro dell’Agri, presenta al suo interno una serie di isolotti utilizzati per la nidificazione da parte di alcune specie di uccelli acquatici. Il sito, ubicato nella provincia di Matera alla foce del fiume Agri sulla costa ionica della Regione Basilicata (Golfo di Taranto), si estende su 845 ha.

DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’

Nel secondo periodo di attività sono stati riconfermati i punti di monitoraggio presi in considerazione nel primo anno per quel che riguarda le acque di balneazione in corrispondenza degli sbocchi naturali ed artificiali, ed in aggiunta sono state monitorate anche le foci dei cinque fiumi lucani che sboccano sulla costa Ionica.

In particolare i quattordici punti di studio dell’ acqua di balneazione all’altezza degli sbocchi naturali ed artificiali sono articoltati in questo modo:

uno sulla costa tirrenica in località Fiumicello, unico punto singolare lungo il tratto costiero e tredici sulla costa ionica.

A tal proposito corre l’obbligo di precisare che tale attività non è stata avviata in corrispondenza della foce del Fiume Noce, sul Tirreno, in quanto il corso d’acqua rappresenta il confine regionale con la Calabria e, pertanto, si è adoperata la scelta di considerare il valore del punto già appartenente alla rete di monitoraggio in corrispondenza della sponda destra del Noce come rappresentativo dell’intero sbocco data la rilevante prossimità come si evince anche dall’immagine estratta dal sito del “portale delle acque” del Ministero della Salute di figura 1 (http://www.portaleacque.salute.gov.it /PortaleAcquePubblico/).

Figura 1 – Punti di misura della rete di monitoraggio per la balneazione in corrispondenza della foce del Fiume (fonte www.portaacque.salute.gov.it)

All’inizio del primo periodo di attività, nel 2017; la Farbas ha ritenuto necessario segnalare i punti di monitoraggio e studio utilizzando dei cartelli illustranti le attività in itinere, forniti ai comuni interessati, sia della costa ionica che tirrenica (figura 2).

Figura 2 –Cartello indicativo delle attività di studio e monitoraggio

 

 

 

 

 

 

 

Figura 3 – Mappatura georiferita dei punti per presenza/assenza cartello lungo la costa ionica e tirrenica

La figura 3 riporta la distribuzione lungo la costa ionica e tirrenica dei punti di misura georiferiti con associazione cromatica in relazione alla presenza/assenza del cartello. Per semplicità di lettura è stata adottata una rappresentazione bicolore segnando con il marker di colore “rosso” assenza di cartello in esame, e con il marker di colore “verde” la presenza del cartello.

Il lavoro è stato svolto dal personale della FARBAS in collaborazione con il personale ARPAB attenendosi alle indicazioni del DM 30/03/2010.

Le attività di campionamento e analisi sono state effettuate con cadenza mensile durante la stagione balneare da Aprile a Settembre.

Il prelievo del campione di acqua di mare è stato effettuato manualmente in mare, a 30 centimetri sotto la superfice dell’acqua, ad una distanza dalla costa di circa 50 m in asse con la posizione dello sbocco e, laddove possibile, in zone profonde almeno 1 metro, utilizzando contenitori sterili trasparenti di almeno 500ml, conservati ad una temperatura di circa 4°C.

Tali campionamenti sono stati eseguiti nella fascia oraria 9:00 – 16:00. Al momento del prelievo dell’aliquota d’acqua necessaria per la determinazione dei parametri microbiologici, sono stati, altresì, rilevati anche i seguenti parametri meteo marini:

  • temperatura dell’acqua,
  • temperatura dell’aria;
  • direzione ed intensità del vento;
  • stato del mare in termini di direzione di provenienza del moto ondoso e stimando l’altezza d’onda (m), l’intensità della corrente (m/s), la direzione della corrente (°Nord), le condizione meteorologiche (presenza di pioggia), la copertura nuvolosa.

Nella campagna di misure è stata altresì impiegata una sonda multi-parametrica per la misurazione di parametri aggiuntivi quali pH, ORP, conducibilità, pressione ed ossigeno disciolto.

I prelievi di campioni di acqua nelle foci dei fiumi sono stati effettuati con cadenza mensile in concomitanza con quelli delle acque di balneazione, il protocollo ha seguito le indicazioni della Direttiva 60/2000/CE e del Regolamento per la progettazione del programma di monitoraggio emanato dal Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare dall’associazione FareAmbiente.

In particolare sono stati effettuati due campionamenti per ogni foce, uno ha riguardato il prelievo di acqua al centro della foce e l’altro alla riva destra o sinistra indifferentemente. Inoltre sono stati registrati una serie di parametri tra cui quelli metereologici,

  • temperatura dell’acqua,
  • temperatura dell’aria;
  • direzione ed intensità del vento;
  • la copertura nuvolosa.
  • inoltre pH, ORP, conducibilità, pressione ed ossigeno disciolto.

Le determinazioni microbiologiche, per tutti i campioni sono state effettuate presso il laboratorio di Microbiologia del Dipartimento A.R.P.A. Basilicata di Matera, utilizzando il metodo delle membrane filtranti (MF) sia per E.Coli che per gli Enterococchi intestinali.

RISULTATI ACQUE DI BALNEAZIONE

Le misure e le successive elaborazioni, riguardanti le acque di balneazione in corrispondenza degli sbocchi naturali ed artificiali, riportano che i valori ricercati di Escherichia coli nel 97 % dei casi sono ben al di sotto dei limiti di norma mentre per gli Enterococchi intestinali abbiamo il 91% dei casi valori sotto i limiti per l’intero periodo della balneazione, evidenziando quindi, aspetti di estrema tranquillità.

Come dimostrato dalle misure condotte secondo procedure di sorveglianza, occorre segnalare per le suddette acque tre valori elevati per gli Escherichia coli riscontrati ad agosto in corrispondenza della foce del Bradano, nei mesi di aprile ed agosto in corrispondenza della foce del fiume Basento.

Le misure degli enterococchi, riportano 7 valori elevati: le acque di balneazione in corrispondenza della foce del Bradano nel mese di agosto, quelle dell’Idrovora di Metaponto nel mese di maggio, quelle in corrispondenza della foce del fiume Basento nei mesi di aprile ed agosto, in corrispondenza della foce del fiume Agri a giugno e settembre ed in ultimo in corrispondenza dello sbocco in località fosso della Rivolta nel comune di Rotondella a settembre,

Come riportato nelle tabelle di sintesi 1 e 2 e nei grafici delle figure 2 e 4.

Le figure 3, 5, 7 e 9 riportano la distribuzione lungo le coste ionica e tirrenica dei punti di misura georiferiti con associazione cromatica in relazione al valore misurato. Per semplicità di lettura è stata adottata una rappresentazione bicolore segnando con il marker di colore “rosso” il superamento osservato del limite normativo corrispondente all’indicatore biologico in esame.

Tabella 1 – Valori Escherichia Coli costa ionica

Figura 2 – Valori Escherichia Coli costa ionica osservati rispetto ai limiti ammissibili

 

Figura 3 – Mappatura georiferita dei punti di misura lungo la costa ionica con scala cromatica per i valori osservati di Escherichia coli

Tabella 2 – Valori Enterococchi intestinali costa ionica

Enterococchi Intestinali costa ionica

Figura 5 – Mappatura georiferita dei punti di misura lungo la costa ionica con scala cromatica per i valori osservati di Enterococchi Intestinali

Le tabelle 3 e 4 e le relative figure 6 e 8, riportano lo stesso quadro di sintesi per lo sbocco del torrente Fiumicello, sul Tirreno.

Tabella 3 – Valori Escherichia Coli costa tirrenica

Figura 6 – Valori Escherichia Coli costa tirrenica osservati rispetto ai limiti ammissibili

Figura 7 – Mappatura georiferita dei punti di misura lungo la costa tirrenica con scala cromatica per i valori osservati di Escherichia Coli

Tabella 4 -Valori Enterococchi Intestinali costa tirrenica

Figura 8 – Valori Enterococchi Intestinali costa tirrenica osservati rispetto ai limiti ammissibili

Figura 9 – Mappatura georiferita dei punti di misura lungo la costa tirrenica con scala cromatica per i valori osservati di Enterococchi Intestinali

Dalle osservazioni delle misure condotte allo sbocco del Torrente Fiumicello per l’intera stagione investigata, occorre segnalare due valori elevati degli Enterococchi di particolare rilevanza, nei mesi di maggio ed agosto, ed un superamento per quel che riguarda il parametro degli Escherichia coli a giugno imputabili con alta probabilità a scarichi occasionali di origine antropica.

Il dato puntuale osservato allo sbocco del Torrente Fiumicello mostra per l’ 85% delle misurazioni scenari di tranquillità nella fruibilità balneare degli specchi d’acqua.

Tabella 5 –Valori Escherichi coli ed Enterococchi Intestinali costa ionica anno 2017

Tabella 6 –Valori Escherichia coli ed Enterococchi Intestinali costa tirrenica anno 2017

RISULTATI FOCI

Le misure e le successive elaborazioni riguardanti le acque delle foci dei cinque fiumi lucani che sboccano nel mar Ionio, riportano in particolare che i valori ricercati di Escherichia coli nell’ 88% dei casi sono ben al di sotto dei limiti di norma mentre per gli Enterococchi intestinali il 92% dei valori sono sotto i limiti.

Dalle misure condotte, occorre segnalare per le acque in esame tre superamenti per il parametro Escherichia coli riscontrati nel mese di agosto in corrispondenza della foce del Bradano e nei mesi di guglio ed agosto in corrispondenza della foce del fiume Basento. Per quel che riguarda il parametro Enterococchi intestinali non ci sono state misurazioni elevate, come riportato nelle tabelle di sintesi 5 e 6 e nei grafici delle figure 10 e 12.

Le figure 11 e 13 riportano la distribuzione lungo le foci dei cinque fiumi dei punti di misura georiferiti con associazione cromatica in relazione al valore misurato. Per semplicità di lettura è stata adottata una rappresentazione bicolore segnando con il marker di colore “rosso” il superamento osservato del limite normativo corrispondente all’indicatore biologico in esame.

Tabella 7 -Valori Escherichia coli foci

Figura 10 – Valori Escherichia coli foci osservati rispetto ai limiti ammissibili

Figura11 – Mappatura georiferita dei punti di misura delle foci sulla costa ionica con scala cromatica per i valori osservati di Escherichia Coli

Tabella 6 -Valori Enterococchi Intestinali foci

Figura.12 – Valori Enterococchi Intestinali foci osservati rispetto ai limiti ammissibili

Figura 13 – Mappatura georiferita dei punti di misura alle foci sulla costa ionica con scala cromatica per i valori osservati di Enterococchi intestinali.

 

CONCLUSIONI

Le attività svolte nel progetto Comuninmare durante il secondo anno hanno riguardato il monitoraggio sia delle acque di balneazione della costa Ionica e tirrenica della Basilicata in corrispondenza degli sbocchi naturali ed artificiali e sia, in aggiunta alle attività del primo anno, il monitoraggio delle acque delle foci dei cinque fiumi lucani che sfociano nel mar Ionio.

Il periodo di attività è andato da aprile a settembre ed ha visto coinvolti oltre al personale della FARBAS promotrice del progetto anche l’ARPAB e l’associazione FareAmbiente.

Dall’interpretazione dei risultati ottenuti si evince che i punti con valori elevati corrispondono alle foci dei fiumi Bradano Basento ed Agri, infatti i superamenti dei valori per i parametri microbiologi si riscontrano proprio nelle acque di foce dei sudetti fiumi.

I periodi maggiormente interessati dai superamenti dei parametri microbiologici sono i mesi di giugno agosto e settembre questo probabilmente dovuto alla maggiore fruizione delle coste in tale periodo.

Osservando i risultati si nota come nel mese di agosto i valori sia degli Escherichia coli che degli enterococchi intestinali sono superiori ai valori limite sia per la foce del Bradano che del Basento e nelle corrispondenti acque di balnezione.

Valori elevati di Escherichia coli indica un inquinamento molto recente (poche ore) poiché tali microrganismi hanno scarsa capacità di sopravvivere per lunghi tempi nelle acque di fiume e di mare.

Valori elevati degli enterococchi intestinali indica, invece, un inquinamento meno recente data la maggiore capacità di sopravvivenza di quest’ultimi nelle acque.

Per quel che riguarda il Basento si è verificata una situazione analoga ai fiumi suddetti ma nel mese di aprile.

Situazione analoga si è riscontrata anche per il fiume Agri nei mesi di giugno e settembre.

Si può concludere che, per quel che riguarda la costa ionica, l’eventuale presenza di opere antropiche e di probabili scarichi occasionali influenzano in determinati periodi dell’anno la qualità delle acque di fiume e delle corrispondenti acque di balneazione.

Per quel che riguarda la costa Tirrenica la situazione dell’unico punto monitorato non desta preoccupazioni anche se si riscontrano dei valori elevati nei mesi di maggiore fruizione della costa sempre attribuibili all’azione antropica.

I risultati analitici e microbiologici raccolti fino ad ora, insieme a quelli che verranno raccolti nella successiva campagna di monitoraggio dell’anno 2019, contribuiranno a dare uno scenario sulla qualità delle acque delle foci costiere lucane.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

Decreto ministeriale 30/03/2010- Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n.119 del 24-05-2010 – Suppl. Ordinario n. 97) – UNI EN ISO 9308-1:2002. Qualità dell’acqua – Ricerca ed enumerazione di Escherichia coli e batteri coliformi – Metodo di filtrazione su membrana – Rete ecologica Basilicata (www.retecologicabasilicata.it) – Portale delle acque del Ministero della Salute www.portaelacque.salute.gov.it/PortaleAcquePubblico/) – Metodi analitici per le acque – Irsa-Cnr (www.irsa.cnr.it/Docs/Capitoli/1030.pdf)

Scarica file completo

 

 

 

 

Relazione Finale III anno

Introduzione

La presente relazione ha lo scopo di descrivere le attività svolte per la realizzazione del progetto COMUNINMARE dell’anno 2019.

L’idea progettuale di COMUNINMARE, promossa dalla Fondazione Ambiente Ricerca Basilicata – FARBAS, ha come obiettivo quello di portare a conoscenza i territori costieri, e in generale la comunità regionale della Basilicata, circa lo stato di qualità delle acque costiere lucane, con particolare attenzione agli ambiti prossimi agli sbocchi naturali ed artificiali.

Il razionale di base è rappresentato dall’integrazione di ulteriori punti di misura a quelli che costituiscono la rete di controllo in essere già individuata da Regione e ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) Basilicata e riportata sul portale delle acque del Ministero della Salute (www.portaleacque.salute.gov.it) a far data dall’anno 2011, ai fini della caratterizzazione della qualità delle acque di balneazione in corrispondenza degli sbocchi a mare sia naturali sia artificiali.

In questo terzo anno di attività, in collaborazione con l’associazione FareAmbiente, è stato valutato lo stato microbiologico e chimico-fisico delle acque nelle foci dei cinque fiumi lucani che sboccano sulla costa Ionica.

Le attività sono state svolte rispettando i tempi e modi definiti in fase progettuale e ci si è avvalsi della collaborazione di ARPA Basilicata sia per la formazione dei tecnici FARBAS in fase di avvio del progetto e sia per l’analisi microbiologica dei campioni prelevati.

Descrizione del territorio

Il progetto ha interessato le acque delle due coste lucane, Ionica e Tirrenica, in particolare l’attenzione è stata posta sugli sbocchi a mare naturali e artificiali.

La costa Ionica si estende da Metaponto a Nova Siri ed è una fascia ricca di risorse storiche e naturali dove sfociano i fiumi Bradano, Basento, Sinni, Cavone ed Agri; la costa marateota è caratterizzata da splendide località balneari: Acquafredda, più a nord, Cersuta, Fiumicello, una delle più frequentate, la Spiaggia Nera, Castrocucco.

Il fiume Bradano è il primo dei fiumi ionici a partire da nord, sfocia nel Golfo di Taranto ed è, con     i suoi 120 km, il terzo fiume della regione per lunghezza, dopo il Basento e l’Agri.

L’area SIC foce Bradano è attraversata da canali principali e secondari che provvedono allo smistamento dell’acqua che, in caso contrario, tenderebbe a stagnare come accadeva nel

periodo antecedente la bonifica. Il territorio è attraversato per quasi tutta la sua lunghezza da una strada di servizio in terra battuta dalla quale, perpendicolarmente, si distribuiscono una serie di sentieri secondari, diretti verso il mare.

L’area SIC foce Basento è delimitata da un tratto di costa sabbiosa a nord e dalla foce a sud. Il fiume Basento nasce dal Monte Arioso in località Fossa Cupa (PZ) nell’Appennino Lucano settentrionale, scorre in direzione NO-SE sfociando nel Golfo di Taranto. Attualmente la foce del Basento mostra una certa tendenza ad arretrare contribuendo all’erosione della costa, all’infiltrazione di acqua marina nella falda subalvea, alla modificazione e/o perdita degli habitat umidi retrodunali e alla diminuzione della biodiversità.

La foce del fiume Sinni è localizzata nel settore meridionale della Regione Basilicata, vicino al confine con la Calabria; ha un’estensione pari a 1092,47 ettari sviluppata in un contesto planiziale, avente quote variabili tra 0 e 17 m s.l.m. (media: 4 m s.l.m.).

Il fiume Agri nasce dalle sorgenti del Piano del Lago tra Monte Maruggio e Monte Lama e sfocia nel Mar Ionio nel territorio del comune di Policoro, presentando nel tratto prossimo alla foce un andamento meandriforme.

La foce dell’Agri è caratterizzata dalla presenza di estese aree umide retrodunali sotto forma di lagune, acquitrini e laghetti costieri stabili e temporanei. Esse rappresentano un habitat ideale per la sosta, lo svernamento e la nidificazione dell’avifauna acquatica, sia stanziale che migratoria. Un sistema di laghetti retrodunali, situati in corrispondenza di un vecchio meandro dell’Agri, presenta al suo interno una serie di isolotti utilizzati per la nidificazione da parte di alcune specie di uccelli acquatici.

Dettaglio delle attività

Nelle figure 1 e 2 sono rappresentati rispettivamente i punti geolocalizzati di prelievo della costa Ionica e Tirrenica.

Figura 1 Punti di campionamento costa Ionica

Figura 2 Punti di campionamento costa Tirrenica

I quattordici punti di prelievo in prossimità delle aree di balneazione, all’altezza degli sbocchi naturali ed artificiali, sono suddivisi in uno sulla costa tirrenica in località Fiumicello e tredici sulla costa ionica.

Il lavoro è stato svolto dai tecnici campionatori della FARBAS in collaborazione con il personale ARPAB attenendosi alle indicazioni del DM 30/03/2010.

Le attività di campionamento e analisi sono state effettuate con cadenza mensile durante la stagione balneare da aprile a settembre.

Il prelievo del campione è stato effettuato secondo le disposizioni del DM 30/03/2010 allegato D che sostituisce il punto 1 dell’allegato V del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 1161.

Nella campagna di misure è stata impiegata una sonda multi-parametrica YSI per la misurazione di parametri aggiuntivi quali pH, ORP, conducibilità, pressione ed ossigeno disciolto.

I prelievi di campioni di acqua nelle foci dei fiumi sono stati effettuati con cadenza mensile in concomitanza con quelli delle acque di balneazione, il protocollo ha seguito le indicazioni della Direttiva 60/2000/CE e del Regolamento per la progettazione del programma di monitoraggio emanato dal Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare dall’associazione FareAmbiente.

Le analisi microbiologiche dei campioni sono state effettuate presso il laboratorio di Microbiologia del Dipartimento ARPA Basilicata, sede di Matera, utilizzando le metodiche ISO 7899-1 e 9308-3 rispettivamente per Enterococchi intestinali e Escherichia coli.

Le immagini che seguono mostrano nel dettaglio i punti geolocalizzati della costa Ionica per singolo campione. Le figure 3,5,7,10 e 13 mettono a confronto i punti di prelievo dei tecnici campionatori FARBAS (rappresentato da un punto verde) e quelli dell’associazione FareAmbiente (rappresentati da un punto rosso).

Figura 3 Punti di campionamento foce Bradano

Figura 4 Punto di campionamento idrovora Metaponto

1 (https://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=10A0640500400010110001&dgu=2010-05- 24&art.dataPubblicazioneGazzetta=2010-05-24&art.codiceRedazionale=10A06405&art.num=1&art.tiposerie=SG)

Figura 5 Punti di campionamento foce Basento

Figura 6 Punto di campionamento idrovora Casello

Figura 7 Punti di campionamento foce Cavone

Figura 8 Punti di campionamento idrovora Scanzano Ionico

Figura 9 Punto di campionamento canale Bufaloria

Figura 10 Punti di campionamento foce Agri

Figura 11 Punto di campionamento idrovora del Concio

Figura 12 Punto di campionamento canale Scolmatore

Figura 13 Punto di campionamento foce Sinni

Figura 14 Punto di campionamento Fosso della Rivolta

Figura 15 Punto di campionamento idrovora Nova Siri

Risultati acque di balneazione

Le tabelle 1 e 2 mostrano rispettivamente i valori di Enterococchi intestinali e di Escherichia coli, espressi in UFC/100 ml, dei 14 punti di campionamento effettuati dai tecnici campionatori FARBAS. L’allegato A del DM 30/03/2010 indica come valori limite per le acque di balneazione i seguenti valori:

  • 200 UFC/100 ml, per gli Enterococchi intestinali,
  • 500 UFC/100 ml, per gli Escherichia coli.

La suddetta normativa è stata presa come riferimento nello studio per l’analisi puntuale delle acque di foce.

Valori elevati di Enterococchi intestinali, per singolo campione, si sono avuti nei mesi seguenti:

  • aprile: foce Basento (2000 UFC/100 ml);
  • maggio: foce Basento (560 UFC/100ml), canale Bufaloria (225 UFC/100 ml), foce Agri (240 UFC/100 ml), Fossa della Rivolta (444 UFC/100 ml), torrente Fiumicello (228 UFC/100 ml);
  • agosto: foce Cavone (800 UFC/100 ml), foce Basento (368 UFC/100 ml), idrovora Nova Siri (480 UFC/100 ml);
  • settembre: foce Bradano (800 UFC/100 ml), foce Basento (1200 UFC/100 ml), foce Agri (480 UFC/100 ml).

Tabella 1 – Valori Enterococchi intestinali dei punti di campionamento

Valori elevati di Escherichia Coli, per singolo campione, si sono avuti nei mesi seguenti:

  • aprile: foce Basento (4000 UFC/100 ml);
  • maggio: foce Basento (6900 UFC/100 ml), Fossa della Rivolta (528 UFC/100 ml);
  • giugno: foce Basento (1130 UFC/100 ml);
  • agosto: foce Basento (1200 UFC/100 ml), idrovora Nova Siri (800 UFC/100 ml);
  • settembre: foce Bradano (1300 UFC/100 ml), foce Basento (3500 UFC/100 ml).

Tabella 2 Valori Escherichia coli dei punti di campionamento

Le Tabelle 3 e 4 che seguono illustrano, in sintesi, l’andamento mensile dei punti di campionamento rispetto ai limiti ammissibili, rispettivamente riassumono i valori di Enterococchi Intestinali ed Escherichia Coli.

Tabella 3 Confronto dei valori di Enterococchi intestinali rispetto ai mesi di campionamento

Tabella 4 Confronto dei valori di Escherichia coli rispetto ai mesi di campionamento

Risultati acque interne

L’associazione FareAmbiente effettua un doppio campionamento: al centro e alla riva del fiume, nella parte interna della foce cosi come mostrano le immagini riportate nel paragrafo “Descrizione delle attività”.

Prima di passare ad un’analisi dei dati raccolti, è opportuno effettuare le seguenti puntualizzazioni:

  • ad aprile non sono stati effettuati campionamenti da parte dell’associazione,
  • a maggio foce Agri e foce Sinni non hanno avuto un doppio campionamento ma soltanto uno a riva,
  • a giugno, per tutti i punti, non sono presenti campionamenti al centro della foce, ma solo a riva.

Il mancato campionamento è legato alle avverse condizioni climatiche che hanno impedito l’attività di prelievo.

Le tabelle 1 e 2 mostrano rispettivamente i valori di Enterococchi intestinali e di Escherichia coli, prima per i campioni relativi alla riva e poi al centro della foce, espressi in UFC/100 ml, dei 5 punti di campionamento effettuati dai volontari dell’associazione FareAmbiente.

L’allegato A del DM 30/03/2010 indica come valori limite per le acque di balneazione i seguenti valori:

  • 500 UFC/100 ml, per gli Enterococchi intestinali,
  • 1000 UFC/100 ml, per gli Escherichia coli.

La suddetta normativa è stata presa come riferimento nello studio per l’analisi puntuale delle acque di foce.

I superamenti di Enterococchi intestinali, per singolo campione, si sono avuti nei mesi seguenti:

  • agosto: foce Basento riva (2000 UFC/100 ml), foce Basento centro (1800 UFC/100 ml);
  • settembre: foce Agri riva (800 UFC/100 ml), foce Basento riva (2300 UFC/100 ml), foce Basento centro (1500 UFC/100 ml).

Tabella 5 Valori Enterococchi intestinali dei punti campionati a riva

Tabella 6 Valori Enterococchi intestinali dei punti campionati a centro

Valori elevati di Escherichia Coli, per singolo campione, si sono avuti nei mesi seguenti:

  • giugno: foce Basento riva (1100 UFC/100 ml), foce Bradano riva (8649 UFC/100 ml);
  • agosto: foce Basento riva (9600 UFC/100 ml), foce Basento centro (2000 UFC/100 ml);
  • settembre: foce Basento riva (4500 UFC/100 ml), foce Basento centro (1800 UFC/100 ml).

Tabella 7 Valori Escherichia coli dei punti campionati a riva

Tabella 8 Valori Escherichia coli dei punti campionati a centro

Le tabelle 9 e 10, 11 e 12 che seguono illustrano, in sintesi, l’andamento mensile dei punti di campionamento rispetto ai limiti ammissibili, rispettivamente riassumono i valori di Enterococchi Intestinali (9,10) ed Escherichia Coli (11,12) a riva e al centro della foce.

Tabella 9 Confronto dei valori di Enterococchi intestinali-riva rispetto ai mesi di campionamento

Tabella 10 Confronto dei valori di Enterococchi intestinali-centro rispetto ai mesi di campionamento

Tabella 11 Confronto dei valori di Escherichia coli-riva rispetto ai mesi di campionamento

Tabella 12 Confronto dei valori di Escherichia coli-centro rispetto ai mesi di campionamento 

Conclusioni

La campagna di monitoraggio condotta da FARBAS ha permesso di fare alcune considerazioni.

Le foci che hanno mostrato valori elevati, per entrambi i parametri microbiologici analizzati, sono i seguenti:

  • foce Bradano nel mese di settembre;
  • foce Basento nei mesi di aprile, maggio, agosto e settembre;
  • Fossa della Rivolta nel mese di maggio;
  • idrovora di Nova Siri nel mese di agosto.

Analogamente i dati di fare ambiente mostrano valori microbiologici elevati per:

  • foce Basento nel mese di giugno, agosto e settembre;
  • foce Bradano nel mese di giugno.

Confrontando i dati di entrambe le campagne analitiche si può notare che la foce Basento permane, durante la stagione balneare, alquanto critica.

Le foci del fiume Sinni rispetto ai valori di riferimento considerati rimane ben al di sotto degli stessi per l’intera stagione balneare. I dati di fare ambiente confermano lo stesso trend.

La foce Cavone rispetto ai dati raccolti presenta un unico valore elevato per gli Enterococchi intestinali mentre i dati di fare ambiente rimangono sotto i 500 UFC/100 ml per l’intera stagione balneare.

Il torrente Fiumicello ha avuto un unico superamento per gli Enterococchi intestinali nel mese di maggio.

Le idrovore di Metaponto, Pisticci, Scanzano, del Concio e Canale Scolmatore non hanno presentato alcun valore elevato.

Confrontando i dati microbiologici di FareAmbiente e FARBAS, si evidenza nell’86% dei casi una concordanza nelle misure.

Nei mesi di giugno, luglio e agosto (2019) la scarsa portata delle foci non ha compromesso lo stato di balneabilità delle coste adiacenti, tranne che per il Basento e Bradano. La settimana antecedente quella di campionamento, relativa ai mesi di aprile, maggio e settembre, è stata caratterizzata da intense piogge alluvionali che anziché portare una diluizione della carica microbica ne hanno fatto registrare un aumento, probabilmente dovuto alla presenza di scarichi abusivi e/o alla scarsa efficienza dei sistemi di depurazione che rilasciano le acque reflue nei corpi superficiali.

Il progetto “COMUNINMARE” intende contribuire a fornire maggiori informazioni sullo stato di qualità delle acque di foce per valutare e monitorare un possibile impatto antropico sulle acque di balneazione. I risultati ottenuti fino ad ora sono, per alcuni punti, molto incoraggianti e nel contempo invitano la Fondazione a concentrare le proprie energie su uno studio analitico e scientifico di maggiore durata con l’obbiettivo ultimo di favorire un miglioramento anche delle foci che sono risultate, da una prima analisi, di non ottima qualità.

Scarica file completo

 

 

Relazione Finale I anno Comuninmare

 

Mappa Italiana delle Acque 

 

ANALISI DELLA QUALITA’ DELLE ACQUE COSTIERE:

 

 Scarica il file completo delle analisi e del monitoraggio delle acque

04) Lucania Natura Madre – Ecolocchio

principali finalità del progetto “LUCANIA NATURA MADRE”

  • Indurre un effetto trascinamento dal basso attraverso la divulgazione verso le nuove generazioni (sfruttare una sorta di concetto di nativi ambientali);
  • offrire una vetrina delle realtà e delle scoperte di habitat, delle eccellenze e delle criticità ambientali;
  • sollecitare il decisore politico ad una più attenta pianificazione ambientale che tenga conto della percezione consapevole di ambiente delle nuove generazioni finalizzata allo sviluppo sostenibile del territorio attraverso un patto tra politica, cittadini e forze attive del territorio;

edizioni

Lucania Natura Madre – I Edizione 2018

La prima edizione di Lucania Natura Madre 2018 ha visto protagonisti circa 1000 ragazzi delle scuole Lucane che hanno lavorato su alcuni temi specifici attraverso i quali hanno manifestato la loro creatività imparando e studiando i temi in concorso. Nell’ambito del progetto, i docenti della FARBAS, in collaborazione con gli Insegnanti delle loro classi, hanno animato dibattiti e discussioni finalizzati alla condivisione dei temi dell’ambiente, dell’educazione e del rispetto del pianeta. In tali occasioni, i ragazzi, hanno potuto visionare una serie di docufilm seguiti da incontri tematici e confronto, ispirati ad una selezione di lungometraggi, selezionati tra quelli più importanti della cinematografia di settore.

CINERASSEGNA: AMBIENTE E TERRITORI, IL CINEMA DALLA PARTE DEL PIANETA

  • L’ECONOMIA DELLA FELICITA’  (2016) di Helena Hodge
  • TRASHED  VERSO I RIFIUTI ZERO (2015) di Jeremy Irons
  • L’UTILE MERAVIGLIA (2016) di Prospero Bentivenga
  • WASTE LAND (2014)  di Lucy Walker
  • OCEANI (2015) di Jacques Perrin e Jacques Cluzaud
  • LA NOSTRA TERRA (2014) di Giulio Manfredonia
  • TUTTI GLI UOMINI HANNO UN PREZZO (2015) di Andrea Filardi
  • CHERNOBYL… (2016) di Tony Verace

La rassegna cinematografica è stata curata del cinecronista Mimmo Mastrangelo

LNM

Bando

1 BANDO di concorso:

Premio “LUCANIA NATURA MADRE”

Fondazione Osservatorio Ambientale Regionale Basilicata

(Scadenza per la presentazione delle domande: 10 febbraio 2018 alle ore 12.00)

Art. 1 – Oggetto del bando:

Selezione per l’assegnazione di un Premio, riservato agli Istituti Comprensivi della Regione Basilicata sulla base della presentazione di un progetto.

Finalità

• promuovere la crescita culturale e sociale della popolazione;

• individuare ed incentivare iniziative idonee alla valorizzazione e alla salvaguardia delle risorse ambientali attuali e potenziali del territorio lucano;

• tutelare il paesaggio, il patrimonio storico, artistico e culturale;

• promuovere la conoscenza e l’approfondimento delle problematiche del contesto ambientale del territorio lucano;

• far scoprire e riscoprire habitat e contesti ambientali dimenticati e/o poco conosciuti del territorio lucano.

Art. 2 – Destinatari del bando e requisiti di ammissione Gli Istituti Comprensivi del Sistema scolastico della Regione Basilicata che includono sezioni della Scuola secondaria di primo grado potranno presentare almeno una candidatura. (Per gli Istituti con un numero superiore a 150 studenti delle classi prima, seconda e terza della secondaria sarà possibile presentare una seconda candidatura con gruppo di lavoro differente).

Art. 3 – Domanda di partecipazione e termine di presentazione La selezione dei vincitori avverrà attraverso un percorso a più fasi.

Il progetto deve essere candidato entro il 10 febbraio 2018 attraverso la redazione di un formulario che 2 contiene gli elementi fondamentali dell’idea progettuale (ALLEGATO 1).

Attraverso il formulario, l’idea progettuale deve raccontare le risorse Ambientali della nostra regione tramite l’approfondimento di temi specifici e la rappresentazione delle principali potenzialità e/o criticità territoriali. In particolare il progetto proposto da ciascun Istituto, dovrà descrivere l’idea progettuale indicando la tipologia di rappresentazione finale tra le seguenti possibili opzioni:

  1. Cortometraggio, massimo 8 minuti in formato Mp4 o avi
  2. Racconto, massimo 15000 battute in formato pdf
  3. Reportage, massimo 15000 battute in formato pdf
  4. Fotoracconto, massimo 10 pagine
  5. Rappresentazione figurata, massimo 20 minuti in formato Mp4 o avi All’interno del formulario devono essere forniti i dettagli sulle tematiche e le metodologie che si prevedono di utilizzare per la sua successiva realizzazione.

La SCHEDA descrittiva del progetto andrà consegnata entro le ore 12 del 10 febbraio 2018 con una delle seguenti modalità:

  1. consegna a mano dal lunedì al venerdì orario 9.00 – 18.00 presso Fondazione Osservatorio Ambientale Regionale, C.so Vittorio Emanuele II N.3, Marsico Nuovo (PZ), oppure Corso Garibaldi n. 139, Potenza.
  2. a mezzo raccomandata A/R all’indirizzo: Fondazione Osservatorio Ambientale Regionale, C.so Vittorio Emanuele II N.3 – 85052 – Marsico Nuovo (PZ)
  3. per e-mail al seguente indirizzo: info@farbas.org indicando nell’oggetto: Bando di concorso “Progetto Lucania Natura Madre 2018”. (in caso di consegna a mano o per raccomandata, la domanda di partecipazione dovrà essere chiusa in busta sigillata recante la dicitura Bando di concorso “Progetto Lucania Natura Madre 2018”).

Art. 4 – Selezione dei progetti ammessi alla fase finale Le candidature saranno esaminate da una Commissione nominata dal Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione Osservatorio Regionale Ambientale Basilicata. La Commissione valuterà le schede presentate ammettendo alla fase successiva i progetti valutati positivamente. Ad ogni progetto ammesso sarà erogato un contributo di € 250,00 (in denaro o materiale didattico indicato da FARBAS).

Art. 5 – Incontri formativi rivolti agli studenti coinvolti nel Progetto La fase finale del premio sarà preceduta dalla realizzazione di incontri formativi rivolti agli studenti degli Istituti Comprensivi che hanno presentato l’idea progettuale in opportune sedi e secondo calendario da stabilire a cura del Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione. Agli incontri 3 parteciperanno esperti della materia che forniranno utili indicazioni sui contenuti dei progetti. Gli incontri saranno svolti sia nella Provincia di Potenza sia in quella di Matera.

Art. 6 – Consegna del progetto finale Il progetto finale dovrà essere consegnato alla FARBAS corredato dalla scheda descrittiva (Allegato_2) e consegnato con le modalità di cui all’art. 2 entro e non oltre le ore 12 del 21 Aprile 2018.

Gli Istituti che consegneranno il progetto da candidare alla selezione finale riceveranno un secondo contributo in denaro o materiale didattico indicato da FARBAS per un valore minimo di € 500,00 – massimo di € 1000 (il valore finale sarà determinato dal numero dei progetti pervenuti sulla base delle risorse disponibili).

A pena di esclusione dalla selezione, alla domanda dovranno essere allegati i seguenti documenti:

• Indicazione del Responsabile del Gruppo di Lavoro del progetto candidato;

• Elenco degli studenti che hanno contribuito alla stesura del progetto;

• Autorizzazione all’utilizzo del materiale prodotto da parte di FARBAS per le finalità esclusive del progetto. N.B.: La Commissione giudicante si riserva la facoltà di verificare la correttezza delle informazioni inviate in autocertificazione. La sottoscrizione della domanda di partecipazione implica la piena accettazione di tutto quanto previsto nel presente bando.

Art. 7 – Commissione Giudicatrice finale I progetti definitivi saranno esaminati da una Commissione composta da 5 membri dei quali un rappresentante nominato dagli Uffici Scolastici Regionali e gli altri da esperti della materia (professori universitari, ricercatori di enti di ricerca, esponenti delle istituzioni, cultori della materia, docenti degli Istituti Scolastici) individuati dal Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione Osservatorio Ambiente Regione Basilicata. La Commissione selezionerà i progetti più meritevoli (uno per ogni tipologia di rappresentazione) ai quali conferire il premio finale del Progetto Lucania Natura Madre.
La Commissione si riunirà presso la sede della FARBAS o presso la sede della Regione Basilicata. La Commissione giudicante valuterà i lavori utilizzando i seguenti criteri:
  1. Originalità del lavoro e coerenza con i temi del progetto;
  2. Presenza di spunti innovativi sui temi dello sviluppo sostenibile al fine di tutelare e salvaguardare;
  3. Gli aspetti ambientali e le peculiarità del territorio della Basilicata;
  4. Ricchezza di riferimenti ed approfondimenti bibliografici;
  5. Svolgimento ed estetica di presentazione.

I prodotti della fase progettuale e quella realizzativa resteranno di uso esclusivo della FARBAS. Eventuali diversi utilizzi degli stessi saranno soggetti ad autorizzazione/liberatoria della Fondazione. Il premio sarà assegnato a giudizio insindacabile della Commissione. In caso di parità prevarrà l’Istituto comprensivo con minore numero di iscritti. I vincitori del premio, uno per ogni tipologia di rappresentazione, saranno contattati all’indirizzo indicato nella domanda di partecipazione e dovrà dare espressa accettazione e/o rinuncia al premio entro 5 giorni dal ricevimento della segnalazione.

Art. 8 – Consegna del premio:

I premi saranno consegnati ai vincitori delle diverse categorie attraverso la consegna di assegni al portatore del valore di € 2.500 nel corso del mese di maggio 2018. Il conferimento dei premi e dei contributi rappresentano il riconoscimento del merito personale e un titolo d’incoraggiamento nell’interesse della collettività. La mancata presenza del vincitore durante la cerimonia sarà causa di decadenza dall’assegnazione, ed il premio non erogato andrà ad aumentare l’importo che sarà messo a disposizione per il successivo eventuale premio se riproposto nel 2019 ovvero destinato ad altre iniziative di promozione della Fondazione Osservatorio Ambiente Regionale Basilicata.

Art. 9 – Disposizioni specifiche La partecipazione alla selezione implica l’autorizzazione implicita all’eventuale pubblicazione, uso, diffusione del testo integrale o di stralci del progetto sul sito www.farbas.org o su qualsiasi altra pubblicazione o mezzo di divulgazione definita da FARBAS. Resta implicito che la proprietà intellettuale dei prodotti candidati rimane in capo agli autori e alle scuole, eventualmente nelle forme Creative Commons Free Culture.

Le domande di partecipazione prive di sottoscrizione, non debitamente compilate, o prive di uno o più dei documenti da allegare richiesti comportano l’esclusione dalla selezione. Eventuali chiarimenti su quanto indicato nel presente bando possono essere ottenuti scrivendo all’indirizzo email info@farbas.org o telefonicamente al numero 0975342098. Il responsabile del procedimento è il dott. Dino De Angelis.

Art. 10 -Trattamento dei dati personali Il trattamento dei dati è disciplinato dal Decreto Legislativo n. 196 del 30/06/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” e successive modifiche.

Allegati di progetto:

CINERASSEGNA: Ambiente e Territori

Progetto “LUCANIA NATURA MADRE”

                                 Presenta: cine-rassegna AMBIENTE E TERRITORI

IL CINEMA DALLA PARTE DEL PIANETA

a cura del cinecronista Mimmo Mastrangelo

16- 30 MAGGIO 2018 NEGLI ISTITUTI COMPRENSIVI

PROGRAMMA:

  • 16/05 I.C. di Policoro – L’ECONOMIA DELLA FELICITA’  (2016) di Helena Hodge
  • 18/05 I.C. Montescaglioso – TRASHED  VERSO I RIFIUTI ZERO (2015) di Jeremy Irons
  • 21/05 I.C. Pietragalla – L’UTILE MERAVIGLIA (2016) di Prospero Bentivenga
  • 23/05 I.C. Avigliano – WASTE LAND (2014)  di Lucy Walker
  • 25/05 I.C. Paterno – OCEANI (2015) di Jacques Perrin e Jacques Cluzaud
  • 28/05 I.C. Marsicovetere – LA NOSTRA TERRA (2014) di Giulio Manfredonia
  • 30/05 I.C. Spinoso – TUTTI GLI UOMINI HANNO UN PREZZO (2015) di Andrea Filardi
  •                                 26 APRILE 1986. CHERNOBYL… (2016) di Tony Verace

PRESENTAZIONE

“NOI ABBIAMO BISOGNO DELLA NOSTRA

TERRA PIÙ DI QUANTO LEI ABBIA BISOGNO DI

NOI, MA IL NOSTRO DESTINO È INESTRICABILMENTE

INTRECCIATO CON QUELLO DELLA TERRA”

“Non possiamo risolvere i problemi usando lo stesso tipo di pensiero che li ha creati”.
Il monito di Albert Einstein risale a lunghi decenni fa del secolo che ci siamo lasciati alle spalle, ma le parole del grande fisico e filosofo tedesco non appaiono per nulla datate, ancora vogliono (possono) indicarci il giusto sentiero. Ossia quella strada che ci siamo ostinati a non voler vedere, quel corso che si è voluto ignorare, perché tutelare l’ambiente, salvare la terra dall’inquinamento non è stato mai in cima ai pensieri dell’uomo. Ora il cinema non ha nessun potere, men che mai quello di mettere sotto tutela il pianeta con un colpo di bacchetta facendo scorrere delle immagini su uno schermo, ma la settima arte può aiutarci ad anticipare “il mondo futuro” in modo da farlo funzionare come dovrebbe, può aiutarci ad aprire gli occhi sugli ecosistemi, sull’inquinamento che affligge gli uomini tutti in quanto fanno parte di un solo organismo. Non esiste il “cinema green” come genere, ma da quasi un trentennio sono sempre più le produzioni che affrontano il tema della natura o della salvaguardia del pianeta così come sono cresciute nel mondo le rassegne e i festival che affrontano, queste tematiche.
Anche con FILM AMBIENTE E TERRITORI, subprogetto di “LUCANIA NATURA MADRE” redatto dalla Farbas e curato dal cineasta Mimmo Mastrangelo, portando un pugno di pellicole nelle scuole dei centri della Basilicata, proviamo a divulgare tra i ragazzi una certa sensibilità per la salvaguardia della terra e di coloro che la abitano. Col supporto dell’arte, le immagini << Vogliono camminare – per dirla con l’artista Joseph Beuys – per la difesa della natura e del tempo, anche a partire da un rinnovato rapporto tra gli uomini >>.
Sono il tempo e la natura che ci inducono a scoprire e a conservare, e quindi a dirci la verità anche sulla nostra identità…Che va gelosamente conservata.
Il Presidente FARBAS
Giovanni Mussuto

Evento finale Lucania Natura Madre

Nell’ambito dell’evento finale sono stati premiati i lavori di tutti gli alunni delle scuole degli Istituti Comprensivi della Basilicata che, con i loro elaborati realizzati secondo le diverse categorie, hanno mostrato di avere maturato una maggior creatività e consapevolezza ecologista.

Alla base degli insegnamenti, rivedere i propri comportamenti e le proprie abitudini di vita rispettando quello che la natura offre preservandola da attacchi indiscriminati. Attacchi di tipo ambientale, inquinamento e depauperamento. Una visione nuova i ragazzi ci fanno osservare attraverso l’Ecolocchio. Un occhio Verde che vede lontano. E’ stato questo il fil rouge che ha accompagnato la realizzazione dei lavori che hanno presentato.

La manifestazione è stata animata dai ragazzi della scuola locale di Organetto e dallo scrittore Dino De Angelis che, oltre a condurre la giornata e a scandire i tempi del programma, accompagnato dal maestro Gianni Mercury, si è esibito in una pièce unica e suggestiva.

Nella prima edizione di Lucania Natura Madre, inoltre, la Commissione che ha giudicato i lavori, costituita da:

  • Antonio Scopa,
  • Antonio D’angola,
  • Enzio Rizzo,
  • Dino De Angelis,
  • Riccardo Lopes.

ha riconosciuto 7 premi speciali aggiungendoli ai 3 primi premi per le categorie in corso:

  1. Cortometraggio,
  2. Fotoracconto
  3. racconto.
  • Rispettivamente:

PER LA CATEGORIA CORTOMETRAGGIO:

premi speciali:

  • Per gli aspetti ambientali trattati:
  • I.C. G. Leopardi di Potenza
  • per la creatività:
  • I.C. “Giovanni XXIII” di Lauria
  • per l’innovazione:
  • IC “Minozzi / Festa” di Matera
  • per l’originalità:
  • I.C. “L. Milani” di Potenza – plesso di Vaglio di Basilicata 
  • per l’estetica:
  • I.C. Statale di Brienza – Plesso di Sasso di Castalda

PER LA CATEGORIA FOTORACCONTO:

premi speciali:

  • per la ricchezza di riferimenti
  • I.C. EX S.M. “G. Pascoli” di Matera 

PER LA CATEGORIA RACCONTO:

premi speciali:

  • per gli aspetti relativi alla peculiarità del territorio
  • I.C. “M. Granata” di Rionero

3 PREMI PRINCIPALI:

1. Categoria “Cortometraggio”

  • I.C. “J. Stella” di Muro Lucano – Plesso di Castelgrande,
  • Piccola Guida Ambientale di Castelgrande

2. Categoria “Fotoracconto”

  • I.C. “Berardi-Nitti” di Melfi”,
  • Bussiamo alle porte di Melfi. Dialogo Immaginario tra Federico II e le Mura di Melfi

3. Categoria Racconto

  • I.C. Statale di Irsina, c
  • Per i sentieri sterrati di Verrutoli

Gurada la galleria fotografica

Lucania Natura Madre – II Edizione 2019

Premio Ecolocchio – Lucania Natura Madre

II Edizione – As 2018 – 2019

Riservato agli Istituti Comprensivi della Regione Basilicata

Il Premio ECOLOCCHIO, nell’ambito del progetto Lucania Natura Madre, è alla sua seconda edizione. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le giovani generazioni al rispetto dell’ambiente e alle tematiche sociali.

In Particolare per:

  1. Promuovere la crescita culturale e sociale della popolazione;
  2. Individuare ed incentivare iniziative rivolte alla valorizzazione e alla salvaguardia delle risorse ambientali, attuali e potenziali, del territorio lucano;
  3. Tutelare il paesaggio, il patrimonio storico, artistico e culturale;
  4. Promuovere la conoscenza e l’approfondimento delle problematiche del contesto ambientale del territorio lucano;
  5. Contribuire alla riscoperta di habitat, biodiversità, ecosistemi ed ambienti antropici poco conosciuti del territorio lucano.
  6. Stimolare e promuovere la cultura dell’accoglienza;
  7. Approfondire i temi dell’integrazione sociale e del rispetto dei diritti umani;
  8. Promuovere l’approfondimento delle problematiche connesse ai fenomeni migratori in atto e le possibili ricadute in un contesto regionale quale quello lucano.
  9. Leggi tutto
  • Allegati per la presentazione delle domande per l’edizione 2019:

EVENTO FINALE:

 

Saranno premiati i lavori di:

  • Cortometraggio
  • Magazine

Le Categorie dei lavori ammessi sono:

  • Categoria Ambiente
  • Categoria Sociale

COMMISSIONE GIUDICATRICE DEI LAVORI:

  • Antonio D’Ottavio
  • Nicola Pergola
  • Valerio Giambersio
  • Severino Romano
  • Dino De Angelis
  • Maggiore Antonia Lombardi
  • Filomena Smaldone

PUNTEGGI TOTALI ai fini della determinazione della graduatoria finale dei lavori per l’aggiudicazione dei 6 premi.

GALLERIA VIDEO DEI LAVORI  

 

I lavori sono stati realizzati con il contributo tematico di:

 

 

L’Evento finale è stato animato dai LADRI DI CARROZZELLE, gruppo musicale Italiano, la cui attività principale è quella concertistica, ma che si estende e sconfina in attività collaterali, rientranti in un unico, ambizioso progetto: la diffusione di un immagine nuova e insolita delle diverse abilità, attraverso la musica. Il Gruppo è stato ospite in diverse trasmissioni radio e televisive, ha partecipato alle ultime edizioni del Primo Maggio e a San Remo con brani del loro repertorio. Sono impegnati attualmente in progetti dedicati alle scuole e alla formazione ambientale e sociale.

 

 

 

Foto gallery II Edizione

05) P.I.R – C.I.A.S. Polo Informativo Regionale (P.I.R.) e del Catasto dell’Informazione Ambientale e Sanitaria (C.I.A.S.)

È stata esperita una “Procedura Aperta per l’affidamento dei servizi di sviluppo software, consulenza e manutenzione finalizzati alla realizzazione ed alla gestione operativa del Polo Informativo Regionale (P.I.R.) e del Catasto dell’Informazione Ambientale e Sanitaria (C.I.A.S.)”, entrambi previsti dall’Art. 3, Comma 2, Lettere c) e d) dello Statuto Sociale della Fondazione.

I lavori relativi alla gara di affidamento sono iniziati nel Novembre del 2016 e si sono conclusi con la sottoscrizione del contratto tra il Committente FARBAS e la RTI Aggiudicataria, nel Novembre 2017. Il C.I.A.S. è in fase di popolamento con il contributo di tutti i soggetti istituzionalmente coinvolti e detentori di dati ambientali e sanitari.

06) MEV-CSU Metodologie Avanzate per la Valutazione del Consumo di Suolo

MEV-CSU – Metodologie avanzate per la Valutazione del Consumo di Suolo connesso ai processi di sviluppo del sistema insediativo, relazionale e naturalistico ambientale della Regione Basilicata

L’approccio operativo proposto dal Progetto di ricerca si basa sulla costruzione di una metodologia che leghi la conoscenza alle azioni, alle informazioni ed alla partecipazione, producendo risultati utili all’innovazione normativa e procedurale in materia di governo del territorio e monitoraggio delle dinamiche in atto attraverso strumenti e tecniche evolute. Il Progetto di ricerca mira ad integrare le attività di diversi gruppi di ricerca (appartenenti a: Università degli Studi della Basilicata, Consiglio Nazionale delle Ricerche – IMAA, Consiglio Nazionale delle Ricerche – IBAM CNR, Istituto di Metodologie ed Analisi Ambientali – CNR, Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali) già titolari di esperienza e merito scientifico sul tema oggetto di studio. La ricerca è caratterizzata da un elevato livello di innovatività sia sul piano dei contenuti scientifici che su quello dell’approccio metodologico. In via preliminare si identificano i seguenti aspetti metodologici per lo studio del fenomeno di degrado e consumo di suolo:

  1. applicazione di modelli ad automi cellulari per la previsione spazio-temporale delle transizioni tra classi dell’uso del suolo;
  2. applicazione di tecniche innovative di osservazione della terra dallo spazio (telerilevamento);
  3. costruzione di modelli interpretativi delle relazioni tra consumo di suolo e rischi naturali con riferimenti a casi emblematici estratti dal contesto territoriale regionale;
  4. implementazione di strumenti di supporto al processo decisionale in grado di facilitare la definizione di azioni atte a ridurre l‘esposizione di manufatti e persone ai rischi naturali e di incrementare la resilienza di spazi e comunità.

Contribuirà ad integrare l’approccio metodologico precedentemente descritto una valutazione dei fenomeni osservati in chiave evoluzionistica per quanto riguarda l’uso agricolo e forestale del suolo rispetto ai cambiamenti avvenuti in un arco temporale compreso negli ultimi centocinquant’anni, attraverso lo studio di fonti storiche. La scelta di tale periodo preso come riferimento è dato da una serie di fattori di opportunità, tra cui la disponibilità di una cartografia storica che consenta una lettura particolareggiata dei caratteri ambientali e vegetazionali, come nel caso della Cartografia I.T.M. (Istituto Tecnico Militare), scala 1:50.000, della seconda metà del XIX secolo. Tale fonte informativa, potrà essere messa in relazione con la successiva documentazione cartografica, statistica (dal Catasto agrario del 1929 agli ultimi Censimenti Istat, come pure la Corine Land Cover dal 1990 in poi) e aerofotogrammetrica disponibile dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri.

Il Progetto di ricerca pertanto da una parte promuoverà la costruzione di un dettagliato quadro conoscitivo sul consumo di suolo e del suo sviluppo in scenari futuri, dall’altra consegnerà ai decisori politici ed alla società civile strumenti e dati attraverso cui definire le politiche da attuare per promuovere la sostenibilità delle attività antropiche e lo sviluppo degli insediamenti e delle connessioni funzionali con il sistema agrario/forestale.

I dati prodotti potranno contribuire alla diffusione di informazioni mediante strumenti on line e attraverso sorgenti di dati liberi geografici disponibili su scala globale come OpenStreetMap (www.openstreetmap.org).

Un altro aspetto importante riguarda la realizzazione di linee guida che puntino ad una gestione efficiente dei suoli e ad un suo consumo ridotto. L’elaborazione di linee guida, rispettose degli obblighi normativi e caratterizzate da principi di sostenibilità ambientale, sono inserite nella fase iniziale di sviluppo del Progetto.

I principi generali definiti in questa fase iniziale saranno successivamente affiancati da norme contestualizzate e basate sulle analisi e sui risultati che si otterranno.

Gli obiettivi generali del Progetto sono la tutela dei suoli agricoli e naturali, la riduzione dei rischi connessi alla cementificazione eccessiva (dal rischio idrogeologico a quello sismico), la semplificazione dei problemi di ordine urbanistico. Gli elementi fondamentali delle linee guida sono legati all’importanza del suolo come bene comune e risorsa non rinnovabile. Si dovrà tendere verso uno stato di consumo di suolo zero dando spazio ai piani ed ai programmi di rigenerazione dei differenti ambiti: naturali, agricoli e insediativi, volti alla riqualificazione di parti significative del territorio regionale.

La durata prevista del Progetto è di circa 24 mesi.

07) PRSA – Piano Regionale di Sostenibilità Ambientale

PRSA – Piano Regionale di Sostenibilità Ambientale – Sviluppo di un Sistema Integrato per la Pianificazione Sostenibile ambientale della Basilicata – SIPS

La proposta progettuale si basa sull’implementazione da parte di un Gruppo di Lavoro Esperto (GdLE) di un sistema avanzato di supporto alle decisioni (SDSS) in grado di generare un processo di valutazione integrata e condivisa, che leghi la conoscenza alle azioni, alle informazioni ed alla partecipazione, producendo risultati utili all’innovazione operativa in materia di governo del territorio e monitoraggio delle dinamiche in atto, anche attraverso strumenti e tecniche evolute di valutazione degli scenari di pressione, esistente e potenziale, relazionati ai livelli di esposizione al rischio delle popolazioni e dell’ambiente.

Le attività saranno condotte, prevalentemente attraverso l’operato di figure professionali altamente specialistiche che costituiranno il GdLE, per la determinazione delle reali e concrete esigenze delle strutture coinvolte nel processo decisionale, con particolare riferimento ai temi della sostenibilità e della pianificazione settoriale e territoriale.

La piattaforma ed il relativo sistema integrato, prototipato ed avviato dal GdLE, dovrà consentire l’armonizzazione con gli strumenti di pianificazione esistenti e sovra/subordinati in maniera da garantire la massima partecipazione attiva e funzionale. Inoltre, sarà garantita la diffusione e comunicazione alle differenti comunità

interessate a partire dalla società civile fino ai portatori di interessi economici ed istituzionali, attraverso processi partecipati di informazione e di formazione.

La durata prevista del Progetto è di 24 mesi.

08) CIM Centro di Monitoraggio Ambientale regionale

Prototipizzazione, aggiornamento e sviluppo gestionale del Centro di Monitoraggio Ambientale regionale (CMA) in funzione del potenziamento del sistema dei controlli ambientali e del rafforzamento delle attività di monitoraggio

Il Progetto è indirizzato allo sviluppo, prototipizzazione ed efficientamento del sistema input ed output del CMA con l’obiettivo di fornire dati e conoscenze mirate e puntuali delle pressioni territoriali, nonchè la creazione di un’efficace interfaccia con gli uffici regionali, con le realtà produttive locali, con i centri di ricerca e con le istituzioni europee ed internazionali. Il CMA consentirà di valutare adeguatamente gli impatti che i fenomeni di pressione antropica e sistemica determinano sull’ambiente e sulla popolazione, nel tentativo di generare un cambiamento strutturale sulla qualità della conoscenza dei dati ambientali regionali, indispensabile per la crescita economica e la competitività.

09) MATTM Strategia di Sviluppo Sostenibile

MATTM – La Basilicata verso la definizione della SRSvS: realizzazione di un percorso condiviso di Governance integrata con l’utilizzo di BasGov 4.0 un sistema sperimentale di e-Governance 4.0 Elaborazione del documento di SRSvS e focus sulle infrastrutture energetiche

La proposta di intervento per la definizione del percorso di costruzione della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile la Regione Basilicata si basa sull’attività già messa in campo dalla FARBAS, di concerto con la Regione Basilicata, per il Piano Regionale di Sostenibilità Ambientale e attualmente finalizzata all’attività di predisposizione condivisa del Rapporto Ambientale Preliminare per la VAS. Il Progetto prevede l’estensione a livello strategico del sistema sperimentale di e-governance che la FARBAS in fase di realizzazione definito BasGov 4.0, ed in particolare per la definizione della SRSvS si sperimenterà un percorso condiviso di Governance integrata finalizzato all’elaborazione del documento di SRSvS, in generale, con un focus specifico sulle infrastrutture energetiche e su interventi/progetti in fase di gestione, valutazione e autorizzazione. Particolare aspetto, che investirà anche il Forum Territoriale della FARBAS, è rappresentato dal coinvolgimento a livello strategico attraverso la valorizzazione delle esperienze pregresse di partecipazione già nella prima fase di individuazione delle scelte strategiche regionali, dell’intero sistema delle istituzioni, dell’innovazione e della ricerca, delle imprese, delle professioni, delle rappresentanze del terzo settore e della società civile, in coerenza con il principio di piena integrazione sancito dall’Agenda 2030.

10) SARIR – Segnalazione Allertamento Rischi Industriali Rilevanti

SARIR – Segnalazione Allertamento Rischi Industriali Rilevanti

La proposta progettuale prende spunto dall’implementazione delle attività di avviamento e prototipizzazione del CMA della Regione Basilicata, presso ARPAB, ed in particolare in relazione alla manutenzione evolutiva prevista che consente un allineamento delle procedure e delle valutazioni delle emissioni con media minuto, riportando in near-real time eventuali superamenti ed emissioni cumulati tali da attivare segnalazioni agli operatori del Centro di Controllo. Le procedure di segnalazione ed allertamento saranno condivise con il sistema regionale e nazionale di Protezione Civile, proponendosi come sperimentazione a scala regionale e nazionale in relazione alla presenza di impianti a Rischio di Incidente Rilevante (RIR) quali, in particolare, gli impianti estrattivi e di trasformazione e produzione.

11) SPRINT Pevenzione e monitoraggio del rischio incendi

Strategie integrate per la PRevenzione e il monitoraggio del rischio INcendi la sensibilizzazione delle comunità – SPRINt

L’obiettivo generale del Progetto, di durata complessiva pari a 36 mesi, consiste nella definizione di linee guida per l’aggiornamento dei piani AIB e la personalizzazione di un’applicazione smartphone per l’avvistamento di incendi, al fine di fornire uno strumento operativo utile in fase di programmazione delle attività di previsione, prevenzione, monitoraggio e lotta attiva contro gli incendi boschivi. Poiché la presente proposta mira a creare un sistema integrato che accoppia la modellazione numerica sviluppata nel corso degli anni dai partner, con gli strumenti tecnologici in dotazione del Parco, la prima fase sarà tutta incentrata sulla raccolta e sistematizzazione dei dati, sull’individuazione e accoppiamento di modelli per analisi multi-temporali e geometriche sulla copertura vegetale, sull’integrazione tra i modelli e la strumentazione tecnologica. Contestualmente, sarà condotta una ricerca bibliografica dettagliata sulla letteratura scientifica e tecnica di riferimento sui temi di interesse della presente proposta. Una volta reperita tutta l’informazione di base disponibile, si passerà all’armonizzazione e all’immagazzinamento dei dati di input in unico sistema di gestione e all’implementazione del modello di analisi dei dati. Gli output ottenuti al termine delle prime fasi saranno impiegati per la definizione delle linee guide per l’aggiornamento annuale del Piano AIB e per la formazione del personale del Parco predisposto all’aggiornamento dello stesso. In aggiunta, si procederà alla personalizzazione di un tool di un’applicazione smartphone per la segnalazione e l’avvistamento di incendi. Una volta messa a sistema l’intera procedura, seguirà una prima fase di test, scegliendo dei siti di particolare interesse naturalistico, da utilizzare come casi studio.

Infine, particolare enfasi sarà rivolta all’attività di formazione e informazione sia ai volontari di protezione civile che alle comunità locali che ricadono all’interno dell’area Parco.

12) Biodiversità

BIODIVERSITÀ – Parco Naturale Marino dello Ionio Centrale

L’osservazione della dinamica dell’ecosistema, ed in particolare il monitoraggio di bio-indicatori quali i cetacei, rappresentano per la Fondazione strumenti necessari per una corretta gestione e conservazione dell’ambiente marino.

Lo studio dei cetacei richiede un approccio interdisciplinare: la collaborazione di fisici, oceanografi, ingegneri, ecologi e biologi permette di avere una visione quanto più globale dell’ecosistema studiato. Nell’ambito dello studio dell’ecosistema pelagico si vogliono traguardare obiettivi a lungo termine quali accrescere lo stato attuale delle conoscenze sull’importanza ecologica dell’area Ionica Centrale per i predatori di vertice della catena alimentare marina e descrivere le baseline conditions necessarie per valutare lo stato di conservazione delle specie presenti anche ai fini della possibilità di instaurare il Parco Naturale Marino dello Ionio Centrale.

La “Gap analysis and priorities” del COP5_Inf08 (2013), della Comunità Europea, ha classificato alcune specie marine, quali il delfino, il capodoglio e lo zifio, come specie la cui conoscenza dello stato di conservazione è insufficiente. Per queste specie è quindi prioritario stimarne l’abbondanza, definirne la stagionalità ed identificare le possibili minacce.

Nella stessa analisi sono altresì evidenziate una serie di problematiche da affrontare, che verranno trattate nel Progetto, relative al “Marine Traffic” e al “noise”, che sono state classificate con “priorità medio e alta”. Gli obiettivi principali del Progetto

sono:

  • Stima dell’abbondanza relativa e distribuzione stagionale di delfini, capodoglio e zifio attraverso l’unione di dataset italiani;
  • Creazione di un catalogo di mappe dei descrittori del traffico marittimo;
  • Attraverso alcuni dei descrittori del traffico marittimo, stimare i livelli di inquinamento acustico originato; 
  • Modellizzazione dell’habitat delle due specie, al fine di valutare il possibile impatto dell’inquinamento acustico di origine antropica;
  • La creazione di mappe del rischio per le specie;
  • Diffusione dei risultati.

Gli obiettivi del Progetto rispondono quindi alle raccomandazioni formulate nella risoluzione 2:16 di ACCOBAMS “Assessment and impact assessment of man-made noise”.

I risultati ottenuti dal Progetto saranno integrati direttamente con le disposizioni del documento “Guidelines to address the impact of noise on anthropogenic cetaceans ACCOBAMS in the area” emesso dallo stesso ACCOBAMS.

13) APEA Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate

La proposta progettuale parte dal presupposto creato dall’esperienza di COMUNINMARE in relazione alla verifica delle condizioni di balneazione di specchi d’acqua con particolari caratteristiche che nel possono limitare la fruibilità. In particolare il contributo che si vuole costruire va nella direzione di valutare le modalità secondo cui è possibile fruire ai fini turistico-ricreativi e, quindi, per finalità di sviluppo economico-sociale, specchi d’acqua interni ovvero corpi idrici in genere non regolati dalle autorizzazioni alla balneazione.

Più in generale, il Progetto mira a portare a conoscenza il territorio limitrofo ai corpi idrici superficiali interni, e più in generale la comunità regionale, dello stato di qualità della balneazione delle acque dolci, con le procedure di classificazione ormai consolidate dall’applicazione sistematica e metodica della direttiva balneazione 2006/7/CEE cosi  come recepita dal D.Lgs 116/08 ed attuata dal DM 31/03/2010. La modalità di approccio allo studio, prende spunto anche dal quadro normativo Europeo e nazionale in merito alla realizzazione e gestione delle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate – APEA, volendo mirare in maniera diretta ad un possibile sfruttamento economico dei contesti interessati. Inoltre, la peculiarità dell’attività di studio è rappresentata dal proporre una valutazione degli effetti della possibilità di sfruttamento dei corpi idrici interni anche in relazione al possibile regime vincolistico di tutela introdotto in alcune aree dalla presenza di parchi regionale e/o nazionali. Da ciò si è scelto il comprensorio dei Laghi di Monticchio, ricadente nel territorio del nascente Parco Naturale Regionale del Vulture, come caso di studio legandosi alle condizioni di vicolo imposte dal parco stesso ma anche dalla criticità derivante dalle attività connesse con il distretto delle acque minerali.

14) Beautiful Mind

Beautiful Mind

Rappresenta una sperimentazione di incubatore di ricercatori e/o di alte professionalità andando nella direzione di finanziare, attraverso borse di studio annuali e/o pluriennali, percorsi di studio universitario e post universitario di alta-formazione su tematiche specificatamente ambientali e/o socio-economiche e sanitarie connesse alle dinamiche ambientali, a scala locale o globale, relazionate ad interventi antropici diretti o indiretti. Il percorso proposto vede una selezione di studenti delle scuole medie superiori, particolarmente meritevoli per spiccate capacità e propensione all’apprendimento e crescita culturale, attraverso la valutazione per test specifici del QI.

15) SABREMED

Il progetto Life SABREMED ha come obiettivo l’eradicazione o il controllo di specie aliene invasive al fine di arrestare la perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi.

Le specie aliene (o alloctone) sono quegli animali e quei vegetali introdotti dall’uomo, in modo volontario o accidentale, al di fuori delle proprie aree di origine. Alcune specie aliene sono considerate “invasive” in quanto causano danni agli habitat, alle attività dell’uomo (agricoltura, pesca, allevamento, ecc.) e alla sua salute. Le specie aliene non sono “cattive” o “pericolose” di per sé; diventano tali quando l’uomo le trasporta fuori dalla propria area di origine.  Attualmente sono considerate la prima causa di estinzione di piante e animali al mondo.

La specie target de progetto, Callinectes sapidus, è un granchio alloctono molto adattabile, mobile e resistente al trasporto in acque di zavorra.

Estremamente vorace e con grande flessibilità alimentare raggiunge dimensioni corporee rilevanti ed ha un impatto negativo sugli ecosistemi ospiti potendo agire ad ogni livello trofico.

C.sapidus è, infatti, virtualmente in grado di predare e/o aggredire e/o disturbare qualsiasi animale acquatico (pesci, anfibi, molluschi, crostacei, insetti e giovanili di rettili e di uccelli), di nutrirsi di piante vive (superiori ed inferiori)e di materiale in decomposizione. C.sapidus rappresenta, quindi, un pericoloso driver di perdita di biodiversità autoctona per predazione diretta, per disturbo, per competizione (in particolare con altri granchi), per alterazione/eliminazione di habitat di origine biologica vivi (associazioni vegetazionali acquatiche e igrofile) o morti.(necromasse vegetali).

Date le sue caratteristiche invasive C. sapidus costituisce quindi un fattore di rischio per tutte gli habitat igrofili e le specie acquatiche o che abbiano almeno una fase giovanile acquatica o dipendente da habitat igrofili (ad esempio per la creazione dei nidi).

OBIETTIVI

Il progetto vuole creare presupposti tecnico culturali per innescare un meccanismo virtuoso ed economicamente autosostentante che estenda nel tempo e nello spazio le attività di riduzione dei rischi ambientali associati al granchio alloctonoC. sapidus.

L’obiettivo nell’arco dello svolgimento del progetto è abbattere i quantitativi dello stock del granchio alloctono C. Sapidus presenti nell’area protetta e ridurre i rischi associati di perdita di biodiversità autoctona dovuti a predazione diretta, disturbo, competizione (in particolare con altri granchi), alterazione/eliminazione di habitat di origine biologica vivi (associazioni vegetazionali acquatiche e igrofile) o morti (necromasse vegetali).

Inoltre il progetto mira alla creazione di filiere alimentari corte con prodotti di qualità che assicurino la creazione di nuovi posti di lavoro e il protrarsi ad libitum delle attività di contenimento della specie alloctona.

LE FASI

  • Formazione

Formazione del personale delle aree protette, di tutti i soggetti pubblici coinvolti, della comunità scientifica sul tema delle IAS affinché nel loro lavoro quotidiano a contatto col pubblico diffondano la conoscenza dei comportamenti corretti da adottare per contenere il problema delle invasioni biologiche.

  • Comunicazione

Campagna di comunicazione per i cittadini con azioni mirate per le scuole e i turisti

  • Interventi immediati di rimozione in mare e nella foce dei fiumi.

Saranno campagne massive di abbattimento dei valori demografici della specie: la rimozione sarà assicurata da pescatori ed attrezzature professionali,per tre annualità nei 5 mesi di maggior pescosità in mare della specie (maggio-settembre), 5 giorni la settimana. Il periodo individuato assicurerà la massima efficienza nella rimozione sia di giovanili che di adulti.

  • Interventi immediati di rimozione di riproduttori in aree più interne della Riserva.

L’Attività di pesca sarà effettuate anche nelle zone più interne della riserva inaccessibili alla pesca professionale, dove i riproduttori convergono per accoppiarsi e completare il loro ciclo di sviluppo.

  • Contenimento proliferazione

Per limitare la proliferazione del granchio verrà favorita la pesca in prossimità delle foci e nei canali di comunicazione con il mare nel periodo primavera-autunno per ridurre i fenomeni di migrazione e riproduzione nonché isolare i maschi nelle parti più interne e favorire la loro successiva pesca. Sostanze chemiotattiche verranno utilizzate per catturare le femmine di granchio prima che riescano a depositare le uova. Gli esemplari di granchio così catturati saranno messi in apposite vasche o vieri sistemati in corrispondenza di barriere frangiflutti presenti nella zona costiera dove completeranno il proprio ciclo vitale.

  • creazione di un background tecnico culturale per l’innesco di un mercato (domanda e offerta)

La specie target è una prelibatezza alimentare nei paesi di origine, sfruttando questa caratteristica è verosimile l’avvio di filiere circolari che a partire dalla pesca professionale garantiscano nel tempo il controllo numerico della specie.

Il controllo di una specie alloctona necessita di essere continuativo per sortire effetti positivi a lungo termine: assicurare questo controllo garantendo introiti invece che spese è un aspetto assolutamente innovativo in Italia. Nel caso specifico è garanzia di fattibilità l’esistenza in altri Paesi del Mediterraneo (Grecia e Egitto) di filiere dedicate e l’esistenza di importatori italiani di prodotti alimentari a base di C. sapidus.

  • Diffusione

diffusione degli strumenti volontari quali i codici di condotta, linee guida per la gestione delle IAS e manuali tecnici presso i vari soggetti coinvolti.

SCARICA IL PROGETTO SABREMED

16) Biosapid

 Programma Life 2019 Ambiente ed uso efficiente delle risorse. Priorità tematica: acqua e ambiente marino.

Il progetto BIOtreatment System for Agricultural flooded and Polluted water In Drained coastal areas, d’ora innanzi BIOSAPID, si propone quale dimostratore, in una realtà rappresentativa delle aree costiere mediterranee, dell’efficienza ed efficacia di sistemi di immagazzinamento e di fitodepurazione controllata delle acque risultanti dalle attività agricole ad elevata intensità, anche in concomitanza di eventi meteorologici severi con effetti locali di alluvionamento.

L’idea progettuale di base, consiste nella realizzazione di aree umide da poter allagare in maniera controllata, in termini di capacità e di tempi di ritenzione, nelle quali impiantare specie ad elevato valore aggiunto idonee alla rimozione dei carichi di nutrienti, riducendo le concentrazioni di inquinanti allo sbocco ovvero alla filtrazione. In tal senso, la realizzazione di tali bacini di raccolta e biotrattamento, oltre ad attuare una riduzione del rischio locale di allagamento va nella direzione di migliorare la qualità ambientale del sistema costiero, sia delle acque superficiali e di falda, sia dei territori in termini paesaggistici ed ecosistemici.

A tal proposito, la scelta dell’impianto vegetale da utilizzare quale biodepuratore rappresenta un elemento di plus valore razionale dell’intervento, poiché può rappresentare un fattore di economia circolare indotta, ancorché di nicchia, nella stessa filiera agricola. Infatti, la creazione dei bacini di raccolta per la biodepurazione e il trattamento delle acque può essere effettuata tramite impianti di piantagioni di riso (Oryza sativa) recuperando le esperienze di successo condotte nelle aree limitrofe della piana di Sibari, laddove tale coltura si è ben prestata ad un recupero agricolo dei territori costieri, ingenerando una filiera produttiva di elevato pregio ambientale e valore economico.

Il riso, del resto, rappresenta una specie che si adatta agli ecosistemi umidi presenti sulla costa e che instaura naturalmente particolari e specifiche funzioni di autodepurazione spontanee mediante un continuo processo di filtrazione e ossidazione dei solidi organici e di alcuni sali disciolti utilizzati dalle radici. Il prodotto finale necessita di cicli di affinamento ma comunque può rappresentare, fin dalle prime produzioni, materiale riutilizzabile nelle filiere non alimentari ma di trasformazione per produzioni terze.

L’area dimostrativa del progetto BIOSAPID si trova all’interno del territorio del Comune di Policoro, nella Provincia di Matera, nei pressi della riserva naturale di Bosco Pantano, area naturale protetta istituita nel 1999, caratterizzata da una fitta rete di canali di drenaggio gestiti dal Consorzio di Bonifica di Bradano e Metapontino, realizzata tra gli anni ’30 e ’50, dopo una vasta azione di bonifica del terreno che ha interessato tutta la costa ionica.

SCARICA IL PROGETTO BIOSAPID

17) Idea for Life

(an integrated Information and Disseminating platform for the Environmental communicAtion)

Proponente: FARBAS
Partenariato: • CNR (Istituti IMAA e ISTC)
• ARPA Basilicata
• Scuola di Ingegneria UNIBAS
• Legambiente
• EXO Ricerca
Durata: 36 Mesi

Il progetto “IDEA for LIFE” si propone di lanciare una campagna d’informazione e comunicazione sostenibile a lungo termine, volta a sensibilizzare la popolazione e a migliorare la qualità dell’aria attraverso l’adozione di stili di vita nuovi, più rispettosi dell’ambiente ed economicamente sostenibili.

Punto di partenza del progetto sono i numerosi dati riguardo la sensibilità dell’opinione pubblica italiana e lucana sull’informazione e sensibilizzazione delle conseguenze dell’inquinamento dell’aria sulla salute e sull’ambiente (Public Opinion Analysis della Commissione europea ha reso disponibili i risultati del lasFh Eurobarometer n. 36).
I legami tra i comportamenti umani e la qualità dell’aria sono evidenti e confermati da dati scientifici: ciò significa che il contenimento dell’inquinamento dell’aria dipende non solo da iniziative a livello sociale e politico, ma anche l’impegno e le azioni di ogni singolo individuo.
Le attività di informazione e comunicazione del progetto saranno quindi destinate proprio a questo target ben specifico: i singoli cittadini. Essi saranno invitati ad adottare stili di vita in linea con gli innumerevoli messaggi chiave contenuti in DEA for LIFE. In particolare verranno proposte azioni concrete e suggerimenti per la riduzione degli inquinanti, fornendo diverse opzioni possibili, spiegazioni, suggerimenti, e chiedendo impegni concreti. I cittadini saranno poi informati del potenziale di riduzione delle emissioni ottenuto con questi nuovi comportamenti sostenibili, nonché del risparmio economico derivante dalle azioni che verranno proposte e dei conseguenti vantaggi per la propria salute.
Altre iniziative di diffusione che serviranno da supporto per motivare le azioni del progetto, consisteranno in una mostra sul cambiamento climatico, un portale web con i consigli utili, un gioco virtuale ed un simulatore di scenario che aiuteranno il personale di IDEA for Life a divulgare le informazioni e per sensibilizzare gli interlocutori.

Questi strumenti interagiranno su temi quali: la mobilità, l’energia, i rifiuti, lo shopping e la nutrizione, i servizi pubblici, il tempo libero.
I risultati attesi da IDEA for Life saranno la sensibilizzazione dell’opinione pubblica al problema dell’inquinamento dell’aria e del rapporto di esso coion la salute umana, la promozione di stili di vita che riducano le emissioni e la promozione presso organismi e professionisti della comunicazione ambientale dell’uso delle tecniche di comunicazione utilizzate e raffinate nel progetto.
Le azioni che prenderanno piede a livello locale, forniranno le basi necessarie a lanciare l’iniziativa sui nuovi stili di vita a livello nazionale.

 Scheda progetto
18) Strumenti per La Gestione Dell’informazione Ambientale


RILANCIO E POTENZIAMENTO DELL’OSSERVATORIO AMBIENTALE: ATTUAZIONE DEL CATALOGO DELL’OSSERVATORIO AMBIENTALE E DEGLI STRUMENTI REGIONALI PER LA GESTIONE DELL’INFORMAZIONE AMBIENTALE
INDICARE: indicizzazione delle Criticità Ambientali Regionali

Il progetto nasce dalla consapevolezza ed esigenza di razionalizzare le informazioni sullo stato dell’ambiente, naturale, urbano, rurale e sociale, in relazione alle fonti di pressione ambientale e antropica passate e recenti distribuite sul territorio regionale.

Si propone una sorta di indicizzazione distribuita sullo stato delle componenti ambientali principali, aria, acqua, suolo ed ecosistemi nonché gli effetti sulle popolazioni esposte, sia in termini di stato della salute sia dal punto di vista socio-economico, quindi in termini di beni e servizi interessati da sorgenti dirette o indirette di impatto.

Leggi il Progetto