LE FONTANE URBANE

Le fontane urbane: simbolo e ruolo

Il progetto si inserisce nell’attività di redazione del Piano Paesaggistico Regionale (PPR) che ha, tra l’altro, individuato l’insieme dei Beni Culturali e dei Beni Paesaggistici, areali, puntuali ed ope legis che costituiscono il Patrimonio culturale regionale. In questo lavoro, è emerso in modo ricorrente che tra i segni identificativi dei vari paesaggi urbani e rurali vi sono alcuni elementi di interesse, spesso considerati come patrimonio culturale minore: fontane, lavatoi e abbeveratoi ma che potrebbero, attraverso specifica procedura, accedere al titolo di Bene Culturale e, di conseguenza, essere valorizzati attraverso interventi di restauro, manutenzione, gestione attiva. Il carattere che questi elementi restituiscono ai centri storici, agli abitati in generale ed anche ad alcune zone rurali è di indubbia importanza storica, sociale, iconografica ma anche architettonica se si considerano che molte sono dei veri monumenti e spesso ricordano abili mani di scalpellini ed artigiani locali. Sin dall’epoca romana con la creazione dei famosi acquedotti, l’oggetto “Fontana” è stato concepito come elemento aggregante dell’urbe; intorno ad esse veniva a svilupparsi una significativa attività sociale (il semplice attingere acqua era elemento importante per la stessa vita della città). Nelle diverse epoche storiche ha avuto significati diversi: raffigurazione del potere politico, del benessere sociale, elemento scenico, luogo di incontro delle donne (lavatoi), luogo per l’esercizio di uso civico; come tale, la Fontana è elemento depositario di storia sociale delle comunità e quindi appartiene al patrimonio culturale. Il progetto è funzionale anche al progetto strategico “FRUILENT-BAS” del PPR che, inteso come progetto di territorio per viaggi e cammini lenti per esercitare l’osservazione e la lettura dei paesaggi, può indicare questo patrimonio culturale come puntatore di soste e deposito di conoscenze. In considerazione di questo valore patrimoniale l’intervento è riferito ad un’azione di conoscenza dei beni specifici che ancora oggi sono presenti nei 131 comuni della regione con forme, tipologie e ruoli diversi, da quelle monumentali a quelle che hanno segnato la storia delle comunità.

Nella scheda intervento approvata con DGR n. 842/2022 gli obiettivi strategici del progetto sono:

  • recuperare, conservare e valorizzare il patrimonio culturale e storico, materiale e immateriale, e paesaggistico-ambientale della Regione, anche nell’ottica dello sviluppo economico ed occupazionale;
  • conservare e promuovere la memoria storica dei luoghi e delle attività nei campi della cultura materiale e immateriale;
  • favorire la progettazione e la realizzazione di spazi e attività culturali.

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